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dicembre 2015


Veneto Banca si trasforma
Dalla banca montebellunese e asolana che finanziava i piccoli artigiani della Marca a grande banca italiana quotata in borsa. Questa è la trasformazione di Veneto Banca uscita dall'assemblea generale di sabato 19 dicembre 2015: consumato il rito assembleare ed estorto ai soci un sì plebiscitario alla trasformazione in spa, all’aumento di capitale e alla quotazione in Borsa, ora per Veneto Banca viene il difficile. Cioè dimostrare nella pratica che la banca ha davvero i numeri per andare avanti e implementare un piano industriale che, come ha sottolineato nel suo intervento assembleare l’amministratore delegato Cristiano Carrus, è molto ambizioso e “non prevedenemmeno un licenziamento”. I primi a non crederci sono gli stessi dipendenti che nella tensostruttura di Volpago del Montello hanno salutato con una standing ovation il discorso di Carrus. Non basterà infatti vendere il jet privato di cui si servivaVincenzo Consoli e le decine di auto blu di proprietà della banca per ridurre le spese e recuperare redditività. E’ evidente cheVeneto Banca ha bisogno di ben altro e lo dice chiaramente la stessa Bce in una lettera datata 20 novembre. La vigilanza diFrancoforte traccia il quadro delle debolezze patrimonialie strutturali del gruppo di Montebelluna e, tra le altre cose, a proposito del piano 2015-2020 approvato lo scorso ottobre scrive: “Persistono comunque dubbi sul fatto che Veneto Banca sia in grado, permanendo come soggetto autonomo, di raggiungere ilgrado di redditività necessario a supportare un’adeguata base patrimoniale e l’espansione della propria attività”. In buona sostanza, tutti sono consapevoli del fatto che è necessario trovare al più presto un compratore e a fronte di un settore la cui redditività è messa a dura prova anche da tassi d’interesse “zero”, la promessa di non licenziare sembra di quelle scritte sulla sabbia in riva al mare. Il punto principale, comunque, resta quello dei rischi di ulteriori brutte sorprese. Come ha ammesso lo stesso Carrus in assemblea, le partecipate estere “sono un bagno di sangue” e verranno vendute ma – come ha sottolineato il collegio sindacale in diverse lettere indirizzate al consiglio d’amministrazione – non basta annunciare la vendita perché questa si concretizzi. E c’è di più. In questi mesi il nuovo collegio sindacale di Veneto Banca si è mostrato particolarmente attivo e ha messo in evidenza in più di un’occasione le criticità della gestione. Un aspetto molto rilevante che emerge è che non tutto il patrimonio di Veneto Banca è stato passato al setaccio dagli ispettori della Bcee il collegio sindacale ha richiesto un audit su questa parte, attualmente valorizzata 750 milioni, nonché sulle attività creditizie di Banca Intermobiliare e di Banca Apulia, richiamando “l’attenzione sul rischio che altre operazioni anomale (aventi comunque impatto sul patrimonio) possano emergere”. Quindi, nonostante la pulizia di bilancio effettuata in questi mesi, dalle pieghe dei bilanci possono emergere ancora delle brutte sorprese, senza considerare “il rilevantissimo comparto” dei contenziosi. Tra questi al collegio sindacale paiono molto importanti quello relativo a Finanziaria Capitanata-Banca Apulia “il cui verbale relativo al tavolo di lavoro contiene affermazioni di rilevante pericolosità fonte di possibile significativo impatto  economico sulla banca in termini di una sua responsabilità” e quello relativo a Scanferlin(socio di Banca Intermobiliare) per il quale “il collegio richiede che si accolgano integralmente gli accantonamenti richiesti dalla Bce”. Tutto questo senza considerare i contenziosi potenziali che potrebbero promuovere i soci della banca per le perdite subite.  Ma i rilievi del collegio sindacale non vengono accolti: già a luglio la cessione di Banca Intermobiliare è stata oggetto “di una esplicita richiesta di approfondimento da parte del collegio sindacale e di una pronta, quanto repentina e ferma risposta da parte del presidente di invito a non occuparsi del tema”. Come sappiamo, poi, la vendita dell’istituto torinese è sfumata. A novembre il collegio sindacale chiede che si rispetti la richiesta del Team Bce di scomputare dai fondi propri 347 milioni relativi alle azioni il cui acquisto è stato finanziato dalla banca. Il 10 novembre, però, il consiglio d’amministrazione ha provveduto a scomputare dal capitale solo 286,1 milioni. La lista delle mancanze e dei ritardi è lunga e fa sorgere molti dubbi sul fatto che l’attuale dirigenza di Veneto Banca abbia davvero il polso della situazione.  Il piano industriale – che peraltro ha giocato anche un ruolo chiave nella determinazione del prezzo (teorico) di recesso di 7,3 euro – fissa obiettivi di incremento del margine commissionale, diriduzione dei costi operativi e di miglioramento della qualità del credito “superiori rispetto alle stime fornite da terzi indipendenti sul sistema bancario italiano nel suo complesso”, non è stato sottoposto – come chiedeva invece il collegio sindacale – alla valutazione di un esperto indipendente e risulta accompagnato solo da una comfort letter pervenuta peraltro “successivamente all’approvazione del piano stesso da parte del consiglio d’amministrazione”.  Se questo è il biglietto da visita con il quale la ormai ex popolare di Montebelluna intende presentarsi al mercato, si può facilmente prevedere che il percorso rischia di essere molto accidentato e anche molto doloroso per i soci e i dipendenti.
17 Famiglie trevigiane ospitano profughi della Charitas
Sono diciassette le famiglie trevigiane che nell'ultimo trimestre hanno aderito al progetto della Charitas tarvisina "Un profugo a casa mia": è una sfida di grande valore in una società locale che non sempre guarda e ha guardato con favore all'immissione nel nostro tessuno sociale di immigrati di altri Paesi.
Concerto d'organo nel Tempio di Possagno
Il 20 dicembre 2015, ore 16, nell'ambito delle celebrazioni per il ritorno in patria a cura di Canova delle Opere d'arte trafugate da Napoleone in Francia, la Parrocchia di Possagno, il Comune di Posagno, l'Opera del Tempio, la Fondazionbe Canova, il Coro del Tempio, l'Associazione Amici del Canova organizzano un Concetrto d'Organo  Callido Malvestio, organista M° Maestro Stefano Maso; la dott.ssa Elena Catra illsutrerà le opere d'arte contenute nel Tempio. Ingresso libero.
E' morta Cicilia Biron, classe 1921
E' morta il 9 dicembre 2015 in Casa di Riposo Cicilia Biron, classe 1921, donna simbolo di Possagno per oltre 70 anni;  da sempre amante del turismo possagnese fu anche Presidente della Pro Loco; gestiva col padre Luigi l'ufficio informazioni presso il Comune di Possagno dove aveva anche tabacchino, trasferito poi negli anni Settanta vicino al Caffè Canova, aperto fino al 2013. Sagace, aperta, di larghe vedute, amante della storia locale e delle tradizioni. Mancherà alla comunità locale.
E' Ivo Cunial il nuovo Preside del Cavanis di Possagno
Lo ha comunicato padre Gianluigi Pennacchi, Superiore dei Padri Cavanis dell'Italia, in data 27 novembre 2015: il nuovo Preside dell'Istituto Cavanis Collegio Canova di Possagno  è il prof. Ivo Cunial, ex allievo dell'Istituto e da alcuni decenni insegnante di Lettere. Subentra nell'incarico all'ex allieva  prof.ssa Sabrina Recco (docente di Economia Aziendale) che è stata Preside del Cavanis di Possagno dal 25 ottobre 2012 che, a sua volta, subentrava all'ex allievo Cavanis prof. Alessandro Gatto (docente di Lettere Classiche) che era stato Preside della scuola dal 23 ottobre 1996. Il primo Preside del Cavanis fu prof. Benedetto Bortignon (docente di Matematica), nel periodo 1993-1996.
E' morta a 103 la "nonna Bettina"
Elisabetta Basso, la più anziana persona di Possagno, è morta a 103 anni: è la zia di mons Liberio Andreatta e la mamma di Maria Assunta, Marco, Ernesto ed Elia Dalla Zuanna (patakìn): il suo cuore  ha smesso di battere sabato 28 novembre 2015, circondata dall'amore e dall'affetto dei suoi familiari. Con la sorella Gasparina, scomparsa nell'aprile scorso e il fratello Fedele di 96 anni, uno dei patriarchi che ancora abita nel Colmello dei Cunial, avevano raggiunto tutti assieme i 300 anni! In paese era conosciutissima e stimata da tutti, nonna Bettina, aveva lavorato come cameriera nell'agriturismo del figlio Ernesto. Sposata con Giovanni Della Zuanna, viene ricordata come una persona «riservata ma sempre disponibile con gli altri», ricordano i parenti e gli amici più cari.
novembre 2015
Sono oltre 400 gli stranieri residenti a Possagno
Comune di Possagno. Dati generali Superficie: 12,08 Kmq  Altitudine: m 220 – m 1601 (centro urbano mediamente m 279)   POPOLAZIONE RESIDENTE E SALDO DEMOGRAFICO 2007 2008 2009 2010 2011 Popolazione al 31 Dicembre 2007: 2128. 2008: 2148. 2009: 2255. 2010:  2235. 2011: 2230 (variazione 2007/2011: + 102) Gli stranieri residenti sul territorio, provenienti soprattutto da Macedonia e Marocco, sono numerosi e in costante aumento. STRANIERI RESIDENTI al 31 Dicembre 2007: 377. 2008: 389. 2009:  397.  2010:  408. 2011:  417.
Manifestazione ad Asolo contro la violenza sulle donne
In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Mercoledì 25 novembre 2015 ad Asolo si tiene la fiaccolata di sensibilizzazione per manifestare contro la violenza sulle donne. Alla manifestazione che da qualche anno si tiene, e che è organizzata dalla Commissione Pari Opportunità dei Comuni della Pedemontana, partecipano centinaia di persone da tutta l'area tra Piave e Brenta. Ritrovo ore 20.15 presso parcheggio ex ospedale di Asolo.
Accoglienza profughi
E' apparso nel sito del Comune di Possagno questo avviso: "In conseguenza della necessità di garantire accoglienza ad un numero crescente di profughi, coloro che hanno disponibilità, dietro compenso, di offrire alloggio possono manifestare il proprio interesse alla Prefettura di Treviso. Ogni particolare sarà regolato tramite convenzione. I soggetti che possono presentare la richiesta sono, in forma singola o associata, imprenditori individuali, società commerciali, società cooperative, consorzi, enti pubblici, associazioni riconosciute e non riconosciute, fondazioni, enti ecclesiastici ed altri organismi pubblici e del privato sociale, e operatori del settore turistico alberghiero.  Per ogni informazione e chiarimenti rivolgersi al seguente indirizzo pec: protocollo.preftv@pec.interno.it
Gli animali e la Grande Guerra, mostra a Cavaso
Venerdì 20 novembre 2015 alle ore 20.30 nella Sala consiliare del municipio di Cavaso del Tomba si svolge un incontro sul ruolo degli animali utilizzati al fronte. Relatori:  prof. Roberto Todero-scrittore, dott. Aldo Giovannella-medico veterinario, Andrea Virago-cultore di storia locale. A seguire visita alla mostra.
La mostra rimarrà aperta fino al 6 dicembre con il seguente orario: Sabato 21/11 - 28/11 e 5/12 dalle 15.30 alle 19.00. Domenica 22/11 - 29/11 e 6/12 dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00. Per informazioni 0423.9423115 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00
Si chiama iclesia la prima app delle parrocchie
Si chiama iclesia la social app a cui anche le parrocchie di Cavaso del Tomba e di Possagno si collegano dal 20 di novembre 2015: la app (per registrarsi: iclesia.it) permette di rimanere sempre aggiornato su tutto ciò che accade nella propria comunità parrocchiale: si può leggere la bacheca delle notizie, essere coinvolto nel sagrato e partecipare a gruppi di discussione. E' la prima volta che le nostre parrocchie sono collegate a una applicazione social.
Anna Cunial, un impegno per l'integrazione
Anna Cunial è da tempo impegnata in un lavoro di educazione e formazione per minori extracomunitari e soli. La sua motivazione ha un alto ed esemplare valore umano e mira alla completa integrazione e recupero di giovani e giovanissimi altrimenti destinati con grande probabilità all'emarginazione. Leggi l'articolo
Un annullo filatelico speciale per i 200 anni di Canova a Parigi
E' in Palazzo Reale di Crespano del Grappa che è emesso l'annullo speciale delle Poste Italiane in occasione del bicentenario della Missione parigina di Antonio Canova e del fratello Giovanni Battista Sartori, su incarico di Pio VII e del Card. Ercole Consalvi, per recuperare le centinaia di opere d'arte che Napoleone e le sue armate avevano trafugate dalle collezioni italiane fin dalla Pace di Tolentino, alla fine del Settecento.
A Redipuglia la Piazza dei Comuni d'Italia
Lunedì 9 novembre 2015, alle 16, è stata inaugurata la Piazza delle pietre d’Italia presso il Sacrario militare di Redipuglia, nei comuni di Fogliano Redipuglia e San Pier d’Isonzo (GO). La cerimonia ha dato avvio alla stagione di Restauro Conservativo e valorizzazione dei Sacrari Militari in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale.  La piazza costituisce  un forte valore simbolico, in quanto composta da un numero di pietre, ricavate dai bacini estrattivi di tutte le località italiane, corrispondente al numero dei Comuni d’Italia.
Nicolas Alejandro Cunial, scrittore
Nato nel 1989 a Mendoza, Nicolas Alejandro Cunial ha sempre vissuto nel NordEst Italia ed è laureato in Scienze Politiche. Ha pubblicato con Edizioni La Gru, rispettivamente nel 2012 e 2013, le sillogi Pillole di carne crudae Carie di città (3° classificato – migliori libri 2013 – al Liberi di scrivere Award 4° edizione). È stato inserito nelle antologie poetiche Guadagnare soldi dal caos, Edizioni La Gru, 2013, Le mele di Eva, Coop, e Spesa finita, si torna alla vita? in quanto finalista del premio Coopforwords 2013 e 2014. Collabora con la rivista online Conaltrimezzi e il quotidiano OggiTreviso, dove si occupa di letteratura. È vice Presidente della LIPS – Lega Italiana Poetry Slam, conduce e partecipa attivamente agli slam. Oltre ad averne vinti alcuni, è stato tra i 20 finalisti al primo campionato nazionale della Lega ed è inoltre stato inserito nel censimento dei poeti under 40 dall’associazione Pordenonelegge. Fa parte del collettivo di scrittura Sixx e le sue opere sono attualmente rappresentate dall’Agenzia letteraria Edelweiss.
ottobre 2015
I Cunial del Mondo si sono incontrati (di Daniele Cunial)
Riuscitissimo il “Terzo Raduno Mondiale dei Cunial”, edizione 2015,svoltosi sabato 29 e domenica 30 agosto. I discendenti dei vari ceppi Cunial si sono ritrovati numerosi (oltre 150) a Possagno, paese delle loro “rais”, provenienti da ogni parte d’Italia, ma anche da stati stranieri come Svizzera e Francia e da altri continenti come l’America (Stati Uniti e Canada) o l’Australia, senza contare coloro che hanno dato la loro adesione senza poter partecipare, come i due missionari padre Giorgio dal Brasile e don Francesco dalla Tailandia.  
Fittissimo il programma delle manifestazioni, con opportunità per tutti. Il sabato sera è stato dedicato all’aspetto culturale, con musiche del cantautore dialettale Dante Citton sulla nostra storia e con un emozionante racconto di Davide Pegoraro su un evento svoltosi durante la prima guerra mondiale sul Monte Tomba. Commovente la lettura di alcuni brani della testimonianza diretta in dialetto rustico locale rilasciata anni fa da uno dei protagonisti, sulle vicende dei profughi possagnesi costretti a partire per Ca’ Rainati e poi in tradotta per  la lontana Sicilia, dopo la rotta di Caporetto (24 ottobre 1917).
Altro momento significativo la dedica di una canzone e  l’omaggio floreale a una ragazza, figlia di emigranti   Cunial (ceppo dei “sangue”), venuta dall’Australia con la sua famiglia, appositamente per sposarsi.
Clou della serata, il magistrale concerto del quartetto d’archi diretto dall’artista trentino Fabrizio Cunial degli “Ariosa” nella straordinaria cornice della corte della casa Natale di Antonio Canova.
La domenica è stato il momento del Grande Incontro. Dopo la visita guidata alla Gipsoteca Canoviana, tutti   si sono ritrovati nel Tempio del Canova per la messa solenne concelebrata da due sacerdoti Cunial e poi per il momento conviviale nella sede dell’Istituto Cavanis. E’ stata anche l’occasione per il passaggio delle consegne. Il testimone della presidenza dell’Associazione “I Cunial” è passato per acclamazione da Giovanni Pietro del ceppo dei Cunial “Casona” a Fernanda Cunial “Bianco”, finora efficientissima segretaria. Giunto dalla Svizzera, l’ideatore (12 anni fa) dell’Associazione e ora presidente onorario: Ilario Cunial del ceppo dei “Nadai”.
Il pranzo è stato allietato dall’esecuzione di canti, musica e balli della tradizione locale da parte del “Gruppo Folcloristico dei Pośagnòt, al suo trentatreesimo anno di attività.



Asolo prosecco docg diventa un francobollo: un omaggio a un'eccellenza italiana
La presentazione sabato 10 ottobre alle 10 nel Comune di Asolo. Per l'occasione celebrazione dei 30 anni del Consorzio Asolo Montello e annullo speciale.
Un francobollo dedicato alla Docg Asolo Prosecco Superiore. Il vino, che quest'anno festeggia i 30 anni del Consorzio che lo tutela, compare  su un francobollo da 0,95 euro che le Poste emetteranno il 10 ottobre  2015.  Lo stesso giorno alle 10 il Consorzio Vini Asolo Montello presenterà il francobollo nella Sala del Consiglio del Comune di Asolo (Treviso) alla presenza di Mauro Migliorini, Sindaco di Asolo, e Salvatore Zanchì,  Responsabile degli annulli filatelici delle Poste di Treviso. In questa sede, fino alle 16, appassionati e collezionisti potranno acquistare i francobolli e ricevere l'annullo speciale del primo giorno di emissione e degustare il Prosecco Asolo Superiore Docg.
L’emissione filatelica del 10 ottobre del francobollo speciale dell'Asolo Prosecco Superiore Docg è una dedica alle eccellenze italiane. Lo stesso giorno, insieme al francobollo del vino tutelato dal Consorzio Vini Asolo Montello, usciranno anche quelli di altre 14 DOCG. “Un francobollo speciale – spiega Armando Serena, Presidente del Consorzio - che riconosce l'Asolo Prosecco Superiore DOCG come eccellenza italiana è il regalo migliore per i 30 anni del Consorzio Vini Asolo Montello. Un Consorzio che, dal 1985, è impegnato nella valorizzazione e nella promozione dei vini, del territorio e della cultura che li racconta”.
La vignetta del francobollo raffigura le colline di Asolo, luoghi meravigliosi che hanno ospitato grandi nomi della letteratura e dell'arte. Per questo motivo il Consorzio e l'Amministrazione Comunale di Asolo hanno voluto che la presentazione del francobollo, dedicato ad una eccellenza italiana del vino, venisse inserita all'interno di un evento dedicato ad un'altra eccellenza: Antonio Canova.
L'annullo filatelico si inserisce infatti tra gli eventi collaterali della mostra "Venere nelle Terre del Canova" inaugurata lo scorso 26 settembre e in programma fino al 24 aprile
 2016 al Museo Civico di Asolo. Per questa occasione il Comune di Asolo promuove l'entrata alla mostra a prezzo ridotto a tutti coloro che si presenteranno all'ingresso del Museo di Asolo con l'annullo speciale del francobollo.
settembre 2015
La Cresima di Possagno e Cavaso, a Cavaso del Tomba
Per due anni consecutivi le grandi cerimonie sacramentali della Collaborazione pastroale di Possagno e di cavaso si erano tenute a Possagno perché la Pieve di cavaso del Tomba era in restauro. Qualche mugugno campanilistico e poco più. Adesso che la chiesa di Cavaso, come si sa,è stata riaperta dopo il prestigioso restauro, la Cresima del 27 settembre 2015 è stata celebrata per le due parrocchie a Cavaso. Pareggio!
Riccardo Cunial cittadino onorario di Pederobba
Cittadinanza onoraria al professor Riccardo Cunial. La cerimonia per la consegna è stata svolta in apertura del consiglio comunale di Pederobba di martedì 22 settembre 2015, alle 20.
Inaugurata la Mostra "Venere nelle terre di Canova"
Sarà ospitata nella Casa-Museo del suo creatore, Antonio Canova, fino al 24 aprile 2016, la Mostra "Venere nelle Terre di Canova". “Per l’occasione, evidenzia Franca Coin – presidente della Fondazione Canova – abbiamo voluto che tutte le sedi che in questa magnifica terra possono vantare nuclei rilevanti di opere dello Scultore, si “vestissero a festa”, unendosi a creare un itinerario d’arte che non potrà che affascinare i visitatori. Sia per le opere che vi sono proposte, sia per i luoghi che ospitano le tre ideali sezioni di questo percorso d’arte: Asolo, Possagno e Crespano del Grappa.
Possagno, Museo e Gipsoteca Antonio Canova.
Crespano del Grappa, Palazzo di San Marco.
Asolo, Museo Civico.
Dal 26 Settembre 2015 al 24 Aprile 2016
Il Concerto dei Cunial in Gipsoteca, a Possagno
Nella suggestiva atmosfera del Giardino della Casa di Canova, il Quartetto d'Archi di Fabrizio Cunial ha svolto uno spettacolo indimenticabile, sabato sera 29 agosto 2015, nel programma ricchissimo del Terzo Raduno Mondiale dei Cunial.


agosto 2015
Straordinario Raduno dei Cunial: Possagno parla tutte le lingue del mondo!
Dalla Svizzera e dalla Francia, dal Canada e dagli USA, dal Brasile e dalla Germania, dal Belgio, dall'Australia (il gruppo più numerorso) e da molte regioni italiane: sono arrivati a centinaia i Cunial a Possagno nei giorni 29 e 30 agosto 2015, per il Terzo raduno mondiale di coloro che portano il cognome CUNIAL e dei loro parenti e affini. Numerose sono state le iniziative che il Consiglio di Amministrazione (Presidente Giampietro Cunial, dei Casona, segretaria Fernanda Cunial, dei Bianco) hanno organizzato: dall'incontro rievocativo e musicale con Dante Citton e Davide Pegoraro (coordinatore Daniele Cunial dei Banca) al concerto del Quartetto d'Archi del Garda nello scenario incantevole del Giardino Canoviano (con Fabrizio Cunial degli Ariosa), dalla visita alla Gipsoteca (guidata da Giancarlo Cunial dei Nadai) alla Santa Messa nel Tempio Canoviano di Possagno (con don Andrea Cunial dei Carli e don Rino Cunial dei Paetòt) fino al pranzo nel Collegio Canova. Tanta allegria e grande spirito di amicizia in tutti, una organizzazione efficientissima  e uno spirito di collaborazione senza precedenti.  Grazie a tutti a tutti. Un arrivederci presto a Possagno....
Extraordinary Meeting of Cunial: ossagno speaks all languages of the world!
Switzerland and France, Canada and the USA, Brazil and Germany, Belgium and Australia and many Italian regions have arrived in the hundreds Cunial to Possagno on 29 and 30 August 2015, for the Third world meeting of those who have the surname CUNIAL and their parents and relatives. There were many initiatives that the Board of Directors (Chairman Giampietro Cunial, the Casona, secretary Fernanda Cunial, the Bianco) organized: the encounter with music and reminiscent Dante Citton and Davide Pegoraro (coordinator Daniel Cunial the Bank) to the concert of Quartet del Garda in the enchanting scenery of the Garden Canoviano (with Fabrizio Cunial of Ariosa), the visit to the Gipsoteca (led by Giancarlo Cunial Nadai ), the Holy Mass in the Temple of Canova in Possagno (with Don Andrea Cunial of Carli and Don Rino Cunial of Paetòt) until lunch in the Collegio Canova. Lots of fun and a great spirit of friendship in all, a very efficient organization and a spirit of unprecedented cooperation. Thank you all for all. See you soon in Possagno ...
Réunion extraordinaire des Cunial: Possagno parle toutes les langues du monde!
De Beaucoup de Régions italienne, de la Suisse et de la France, du Canada et des États-Unis, de Brésil et de l'Allemagne, de la Belgique et de l'Australie sont arrivés les centaines Cunial  à Possagno les 29 et 30 Août 2015, pour le troisième rassemblement mondial de ceux qui ont le nom de famille Cunial et leurs parents et proches. Il y avait de nombreuses initiatives que le conseil d'administration (président Giampietro Cunial, la Casona, secrétaire Fernanda Cunial, le blanc) a organisé: la rencontre avec la musique et rappelle Citton Dante et David Pegoraro (coordinateur Daniel Cunial Banca) pour le concert du Quartet del Garda dans le décor enchanteur du Jardin Canoviano (avec Fabrizio Cunial Ariosa), la visite de la Gipsoteca (dirigée par Giancarlo Cunial Nadai  la Sainte Messe dans le Temple de Canova à Possagno (avec Don Andrea Cunial Carli et Don Rino Cunial Paetòt) jusqu'au déjeuner au Collège Canova. Beaucoup de plaisir et un grand esprit d'amitié dans l'ensemble, une organisation très efficace  et un esprit de coopération sans précédent. Merci à tous pour tous. Vous voir bientôt à Possagno ....
Il Terzo Raduno dei Cunial inizia!
Prenotatevi subito: ci troviamo gtutti a Possagno (TV), sabato 29 e domenica 30 agosto 2015: due giorni di incontri, visite, feste.
Ecco il programma della manifestazione:

Papa Francesco alla messa di Pio X
Nuova sorpresa di papa Francesco. A messa, come un comune fedele, nella basilica di San Pietro. È accaduto ieri mattina, venerdì, nella festa di san Pio X. A beneficiare della sorpresa di Bergoglio, i fedeli che nelle prime ore del mattino già si trovavano in basilica e monsignor Lucio Bonora, sacerdote di Treviso che lavora in Segreteria di Stato e che ha presieduto la messa delle 7 all'altare di san Pio X.  "Nessuno, naturalmente, si aspettava che ci fosse il Papa. Quando i gendarmi sono arrivati per dirmi che in basilica c'era Bergoglio, lì per lì per l'emozione ho pensato 'torno indietro' - ha raccontato all'Adnkronos monsignor Bonora -. Poi, arrivato all'altare di san Pio X, il Papa, inginocchiato nel primo banco, mi ha fatto un sorriso di incoraggiamento".Si celebrava la festa di san Pio X. "E per l'occasione - racconta ancora il presule - il Papa, senza dire nulla a nessuno, ha voluto essere presente per raccogliersi in preghiera. A fine messa mi ha raccontato che ha voluto pregare per i catechisti perché quando era a Buenos Aires era solito celebrare la messa per loro nella giornata dedicata appunto ai catechisti di san Pio X".  Ovviamente la presenza del Papa, pure se di primo mattino, non è  rimasta sotto silenzio. "Appena in Basilica è circolata la voce che c'era il Papa - racconta ancora mons. Bonora - i fedeli sono andati aumentando a vista d'occhio. È stato un evento semplice e, direi, affettuoso. Nel segno dei santi che sono le nostre luci. A fine messa abbiamo pregato anche per il Papa".
Lisi Cunial è andata in cielo
Lisi Cunial, vedova Bastianon, è morta subito dopo ferragosto: 92 anni appena compiuti a luglio, Lisi è sempre stata un'affettuosa sostenitrice della Associazione dei Cunial e partecipava a ogni evento organizzato dal nostro sodalizio. Le condoglianze più vive sono state rivolte ai Figli e ai Parenti dal nostro Presidente Giampietro Cunial
Sagra di San Bòrtol in Vardanega
Il 24 agosto è la festa del santo, ma quest'anno - per evitare di sovrapporsi ad altre ricorrenze - la Sagra de San Bòrtol in Vardanega di Possagno si festeggia il 22 e il 23 agosto, sabato e domenica. La contrada tutta, attorno alle parti comuni del piccolissimo colmello, si prepara da tempo per offrire vino, birra, pindoli, pizze, in un'atmosfera di serena felicità.
Altro terremoto nella stretta di Alano
Il 22 agosto 2015, appena dopo le quattro del mattino, è stata avvertita una scossa di terremoto di 2.3 gradi della Richter, ad una profondità di 8 km: il sisma è avvenuto praticamente nella stessa area (Alano, Monte Tomba) di quello (più forte: 3.7 gradi) capitato alle ore 22.10 del 18 agosto 2015, ad una profondità di 7 km. La sismicità registrata negli ultimi trent’anni nella flessura Pedemontana del Grappa, del Montello e del medio corso del Piave si presenta da bassa a moderata, in termini di magnitudo, e si concentra nella parte superficiale della crosta, entro i 15-18 km di profondità. I terremoti di magnitudo superiore a tre, limite della soglia di percezione, sono localizzati lungo la fascia esterna della catena alpina. Negli ultimi anni non vi sono stati terremoti di forte intensità, in particolare possiamo elencare i seguenti (da CRS – centro ricerche sismologiche) : - zona di Segusino il 23.07.2003 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.2; - zona di Cavaso del Tomba il 06.04.2004 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.1; - zona di Castelfranco V.to il 29.09.2004 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.8; - zona di Valdobbiadene il 04.12.2004 sono stati registrati eventi sismici di magnitudo compresa tra 2.9 e 3.3; - zona di Cavaso del Tomba il 25.09.2006 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.6; - zona di Cavaso del Tomba il 05.01.2007 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.3; - zona di Segusino il 06.02.2007 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.1; - zona di Bassano del Grappa il 25.04.2008 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.8; - zona di Valstagna il 29.08.2008 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.4; - zona di Montebelluna il 09.10.2008 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 3.3; - zona di Campolongo di Brenta - Bassano del Grappa il 09.11.2009 è stato rilevato un evento sismico di magnitudo 3.4; - zona Crespano-Paderno del Grappa il 06.12.2009 sono stati registrati eventi sismici di magnitudo compresa tra 2.5 e 3.3. - zona di M. Grappa il 07.07.2010 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.2. - zona di M. Grappa il 29.06.2011 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.7. Zona Cornuda-Montebelluna (loc. Ponte di Pietra) il 30.07.2011 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.0. - Zona Cornuda-Maser (sud/est Sant. Madonna della Rocca) il 31.07.2011 è stato registrato un evento sismico di magnitudo 2.1. Il 2012 è stato un anno eccezionale per i terremoti della Pianura padano-romagnola: dal 20 maggio al 3 giugno, sono stati 7 i terremoti con magnitudo superiore a 5 gradi Richter, 53 gli eventi con magnitudo comprese tra 4.0 e 4.9 e 374 quelli con magnitudo comprese tra 3.0 e 3.9. Il terremoto più forte del 2013, di magnitudo 5.2, è avvenuto il 21 giugno in Lunigiana dove si è verificata una lunga sequenza sismica con più di 2500 terremoti: ma poco avvertiti nella nostra area pedemontana veneta. Tra il 2012 e il 2013 comuqnue gli eventi sismici in Italia sono aumentati sensibilmente: nel 2013 la Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha permesso di localizzare 21.369 terremoti, un numero superiore a quello degli ultimi 3 anni, ma comunque inferiore al 2009 quando si verificò la disastrosa sequenza nell’Aquilano e furono registrati in Italia oltre 26.000 eventi.  In Italia, nel 2013, sono avvenuti in media quasi 60 terremoti al giorno, o un terremoto ogni 25 minuti. Va detto però che la maggior parte di questi terremoti sono al di sotto dei 2.5 gradui Richter e quindi praticamente inavvertiti dalla popolazione e senza conseguenze di sorta.  Infatti nel 2014, l'anno con un totale di 24.312 sismi, i terremoti da magnitudo 2.5 in su (quelli per i quali l’Ingv effettua una comunicazione alla Protezione Civile) troviamo "solo" 731 eventi, solo 14 terremoti sopra i 4 gradi della scala Richter, e in prevalenza lungo la dorsale appenninica: nel Veneto, per tutto il 2014, nessun terremoto in Veneto ha superato i 2 gradi della Richter, quindi non sono stati percepiti dalla popolazione. Le regioni italiane più interessate ai terremoti sono Marche, Umbria, Lazio e la Campania.
Terremoto a Possagno, Cavaso e Alano
Un terremoto di magnitudo 3.7 della scala Richter è stato registrato alle 22.10 con epicentro a Cavaso del Tomba di martedì 18 agosto 2015 con epicentro sul monte Tomba, tra i Comuni di Cavaso, Possagno, Alano di Piave. Il sisma è stato avvertito anche in alcuni paesi del Bellunese, tra cui Feltre,  e lungo la Pedemontana trevigiana, soprattutto nella zona di Montebelluna. L'epicentro è stato registrato con profondità di circa sette chilometri dal Centro di Ricerche Sismologiche di Udine. Numerose le telefonate ai vigili del fuoco da parte di cittadini dove la scossa è stata avvertita con maggiore intensità. La stessa area geografica attorno a Cavaso, nel 1695, fu interessata a un terremoto disastroso, con cen tinaia di morti e di feriti; era il famoso terremoto di "Santa Costanza".
luglio 2015
Il volume di Fabio Cunial
Fabio Cunial, nato a Bolzano nel 1982 ed emigrato a Carbonera (TV) nel 1983, laureato in Ingegneria Informatica con 110 e lode nel 2006-presso l'Universita' di Padova; dottore presso  Georgia Institute of Technology di Atlanta U.S.A.dove ha conseguito anche il Master Of Science in Computional Science and Engineering nel 2012; laurea post dottorale presso l'Universita' di Helsinki(Finlandia) con una tesi di ricerca su "focuses on string algorithms and genome analysis, lavora dal maggio 2015 presso il Max Planck Institute for Cell Biology and Genetics di Dresda,in Germania. Nello scorso mese di giugno ha pubblicato con altri studiosi, presso la "Cambridge University Press/Inghilterra" il libro scientifico "Genome-Scale-Algorithm Design".
L'Alberghiero di Possagno chiude?
Pare sia confermata la notizia che l'Istituto Alberghiero di Possagno (in Via San Rocco, in un edificio che fu probandato e seminario dei Padri Cavanis e dal 1982 proprietà della Fondazione Canova), sede staccata dell'Istituto Maffioli di Castelfranco, chiuda per inagibilità del fabbricato. Dopo trent'anni questa istituzione dovrebbe essere trasferita da Possagno all'Istituto Filippin di Paderno del Grappa.
giugno 2015
Venere nelle Terre di Canova
Inizierà a settembre 2015 e terminerà nella primavera 2016 la grande mostra canoviana dedicata a "Venere nelle terre di Canova": arriveranno ad Asolo e a Possagno (e probabilmente anche a Crespano) alcune opere del grande artista possagnese: tra le altre cose, è previsto l'arrivo a Possagno del marmo della "Nascita di Venere", da Leeds in Gran Bretagna, mai esposto in Italia.'
La nuova chiesa di Cavaso, dedicata alla “Visitazione di Maria Santissima a Santa Elisabetta”
La nuova chiesa di Cavaso, riaperta il 31 maggio 2015 dopo due anni di restauro e consolidamento, sorge su un sito castellare altomedievale, di epoca carolingia, ed è stata la chiesa parrocchiale matrice di tutta la Valcavasia fin dal Mille. La fotografia (by Alberto Susin) ne ripropone la facciata bianchissima dal Tempio canoviano di Possagno nell’ultimo sole del 27 giugno 2015.
Tanta gente nel primo spettacolo all'Albergo Socal
C'era tantissima gente nel Cortile dell'Albergo Socal a Possagno, sabato sera 27 giugno 2015 per lo spettacolo di Elena Bucci "Colloqui con la Cattiva Dea - Piccole storie della Grande Guerra": il luogo, suggestivo per la storia della ricettività possagnese fin dai tempi di Antonio Canova, ha regalato una suggestiva serata a tutti i convenuti, in particolare agli utenti di Cento Orizzonti, l'associazione asolana che organizzava lo spettacolo.
Le elementari comunali di Possagno passano nel Collegio Canova
E' un progetto che fa discutere a Possagno quelloche prevede di occupare da parte del Comune (che ne è il proprietario) l'ala Nord del Collegio Canova, fondato da Giovanni Battista Sartori, fratello di Canova, e affidato ai Padri Cavanis per reggere la scuola del paese. Pubblichiamo quanto il sito cavanis.net ha pubblicato in proposito: http://goo.gl/ncM4ep
Elena Bucci a Possagno
L'ultimo sorprendente appuntamento di Centorizzonti 2015: sabato 27 giugno 2015 ore 21.15 Possagno (TV) in Albergo Socal, ELENA BUCCI / BELLE BANDIERE, Colloqui con la cattiva dea, piccole storie dalla Grande Guerra, una drammaturgia in musica di e con Elena Bucci, musiche originali dal vivo alla fisarmonica di Simone Zanchini. "Abbiamo imparato dalla storia quanto sia difficile, in momenti di grandi mutazioni dove si fondono energie confuse, paura, speranza, grande vitalità o grande depressione, dare ascolto alle voci più profonde e generose che fanno appello a quanto di misteriosamente simile e autentico riconosciamo uno nell'altro per dare invece credito alle modulazioni - sussurri e grida! - della cattiva dea che divide, scorda, distrugge. Cosa sia la cattiva dea non so, ma la vedo, la sento, la percepisco e la incontro ogni volta che metto in scena questo lavoro. Codì accadde nei primi anni del secolo scorso fino ad arrivare alla febbre dell'agosto 1914, del maggio 'radioso' del 1915 si usciva dalla dolcezza tollerante della Belle Epoque, si sognava un mondo rinnovato e pieno di energia, le donne lottavano per avere diritti e voto, per garantire assistenza e salute a tutti, le grandi masse si erano riconosciute ed organizzate per ottenere voce e peso politico, si assaggiava il progresso in forme mai conosciute prima. Eleonora Duse inaugurava la sua libreria per le donne e sembrava a molti, artisti e non, di avere tra le mani gli strumenti per cambiare il mondo.  A dare risposta alle molte domande e inquietudini che accompagnano le grandi trasformazioni, arrivò la guerra. Le visioni e le speranze cambiano di segno". Elena Bucci
Pellegrinaggio possagnese alla Sindone
Un pullman delle parrocchie di Cavaso del Tomba e di Possagno è partito il 13 giugno 2015 alla volta di Torino, per vedere la Sindone la cui ostensione straordinaria chiude il 24 giugno 2015. Guida la comitiva di pellegrini il parroco dopn Pierangelo Salviato.
Una tavella delle Fornaci di Possagno a ricordare il restauro della pieve di Cavaso
Una tavella delle Industrie Cotto Possagno con un disegno del possagnese Cunial Riccardo ha fatto da oggetto della memoria il 31 maggio 2015 scorso, giornata di inaugurazione della restaurata chiesa della Pieve di Cavaso. Messa a disposizione dei fedeli numerosi accorsi alla cerimonia presieduta dal vescovo di Treviso, padre Agostino Gardin, per un'offerta di 10 euro cadauna, la tavella andrà a crescere il fondo di solidarietà per il pagamento dei lavori di restauro.
Le elementari comunali di Possagno nel Collegio Canova
Lo ha annunciato il Gazzettino (ma a  Possagno già lo si sapeva da tempo) domenica 8 giugno 2015: le scuole elementari comunali di Possagno (poco meno di un centinaio di allievi) saranno trasferite nel settore Nord del Collegio Canova - Cavanis di Possagno dall'attuale edificio (non più agibile) in Via Molinetto presso la Croce. Il vero problema è stato per il progettista quello di far convivere la nuova scuola comunale (gratuita) con la scuola dei Cavanis (paritaria, si sostiene quindi con le rette) che nel Collegio Canova di Possagno raccolgono tuttora oltre 230 ragazzi e ragazze del territorio asolano e pedemontano nei corsi elementare e medio. E' dal 1857 che i Padri Cavanis  abitano nel Collegio Canova, edificio storico dei Bastasini, di proprietà comunale, e con il nuovo progetto probabilmente i pochi padri rimasti potrebbero dover lasciare le loro camere da lungodegenza e trasferirsi nel Liceo Calasanzio (di proprietà privata dei Padri)
La grande processione del Corpus Domini
Si è ripetuta la grande processione del Corpus Domini a Possagno: chiusa la pieve di Cavaso (appena inaugurata sette giorni prima) per far affluire più gente a l Tempio e rinforzare l'unione delle due comunità, l'8 giugno 2015, sotto un sole micidiale, le centinaia di persone che hanno affollato la messa "grande" delle 10.30, presieduta da padre Pierluigi Pennacchi Superiore Delegato dei Cavanis, si sono snodate in una lunga processione che è scesa per via sant'Albino fino alla Croce e, da lì, fino alla piazza Canova di Possagno, di fronte alla Gipsoteca all'inizio dello Stradone. Baldacchino, coro, scout, chierichetti, preghiere, infiorata, canti... una festa, insomma, proprio come accadeva decenni fa.
Benedetta la restaurata Madonna del Perisello
E' una bella statua lignea della Madonna Immacolata opera del Possagnese Pietro Perisello, risale alla fine dell'Ottocento e risentiva degli acciacchi della vecchiezza. E' stata restaurata e il 31 maggio 2015, in occasione dell'inaugurazione della restaurata Pieve di Cavaso, dal vescovo di Treviso, nella stessa chiesa di Cavaso è stata benedetta.  Viene portata a Possagno, in Tempio dove don Pierangelo ha inetnzione di esporla perennemente.
E' morto Bruno Cunial "ariosa"
A Rovereto, dove risiedeva, è morto domenica 31 maggio 2015 il papà di Fabrizio Cunial, Bruno, del ceppo degli "Ariosa". Il Presidente dell'Associazione dei Cunial, Giampietro Cunial "Casona" ha espresso i suoi sentimenti di partecipazione al lutto verso Fabrizio che ha assicurato la sua presenza al prossimo Raduno dei Cunial con il suo Quartetto d'archi, alla fine di agosto 2015.
maggio 2015
Riapre la chiesa di Cavaso
Il 18 dicembre del 2012 don Pierangelo Salviato celebrava per l’ultima volta una messa nella chiesa della Visitazione di Santa Maria a Elisabetta a Cavaso. Problemi strutturali, caduta di calcinacci obbligavano il nuovo parroco, appena arrivato per curare le comunità di Cavaso e Possagno a a chiudere la chiesa. Una comunità senza chiesa parrocchiale è come un poeta senza parola, un musico senza strumento. Il prossimo 31 maggio alle 10.30 quel luogo riaprirà, sarà il vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin, a celebrare la messa della riapertura. “Fin dall’inizio mi ha dato forza la gente più umile e più semplice - racconta don Pierangelo -. Mentre preparavo l’intervento con il Consiglio pastorale e il Consiglio degli affari economici capitava spesso che qualche signora, qualche nonna, qualche pensionato passasse da me alla fine della messa e mi mettesse in mano un contributo dicendo «ciapa quà: per la chiesa». L’intervento complessivo è stato notevolissimo, un milione e duecentomila euro. I problemi dell’edificio erano molto seri: risistemare l’intonaco del soffitto, mettere in sicurezza le travi del capriate, sistemare il timpano, la cupole, le navatelle laterali. Tutto è stato rinforzato con tiranti appositi e con una piastra d’acciaio lungo tutta la cordonata. Il presbiterio, costruito in maniera autonoma è stato ingabbiato con il resto della chiesa. Oggi la parrocchiale è stato messo a norma anche dal punto di vista elettrico e termico”. La prima data, riportata sul timpano, indica 1679, dunque una chiesa antica. Un dramma durante la Prima guerra mondiale, le foto del tetto sfondato dalle bombe oggi sono le più rappresentative della sofferenza della popolazione in prima linea sotto il Grappa. Piena di significato la data scelta per la riapertura: il 31 maggio è la festa della Visitazione, ma quest’anno cade in questo giorno anche la solennità della Santissima Trinità a cui è dedicata la parrocchiale di Possagno. Le due comunità riunite ormai nella collaborazione pastorale Valcavasia e curate dallo stesso parroco hanno vissuto assieme questi anni. La chiesa del Tempio di Possagno, vista l’indisponibilità della chiesa di Cavaso, ospitava entrambe le comunità nelle festività del Natale e di Pasqua. “Una disgrazia è diventata una grazia - ha commentato un’anziana signora a don Pierangelo -. La chiusura della nostra chiesa ci ha avvicinato alla comunità di Possagno e abbiamo imparato a metterci assieme, a collaborare”. Così il 31 maggio nella stessa cerimonia sarà inaugurata la statua restaurata di una Madonna del 1800, che sarà ricollocata nel posto originario nel tempio di Possagno. A seguire gli impegnativi lavori della chiesa gli architetti Piergiorgio Ditadi e Paola Filippi dello studio Arké di Treviso, mentre le opere sono state realizzate dalla ditta Fibe di Fontanafredda. “Devo ringraziare sia gli architetti che la ditta, ottimi professionisti. Encomiabili nel loro lavoro anche quando le difficoltà erano impreviste e complesse, ad esempio quando ci siamo accorti che i cavi che tenevano la cupola erano tagliati e nessuno negli anni se n’era accorto. Oppure lo scorso anno quando la pioggia non dava tregua durante lo scoperchiamento del tetto”.
Per realizzare l’intervento hanno contribuito in primo luogo la Cei con i fondi dell’8 per mille, altri fondi sono stati recuperati, oltre che dai parrocchiani, dall’alienazione dell’ex asilo. Il Comune ha contribuito con 50mila euro. Non tutta la spesa è stata ancora coperta, ma sono previsti ulteriori contributi. Notevole anche lo sforzo finale con un gruppo di volontari che ha curato la pulizia e un altro che ha restaurato completamente i banchi della chiesa. A tutti i parrocchiani, a ricordo della riapertura, sarà donata una serigrafia realizzata dal prof. Riccardo Cunial raffigurante Maria ed Elisabetta.
Istituita la Collaborazione Pastorale Valcavasia
Domenica 24 maggio 2015, alle ore 17, nella Cattedrale di Treviso, durante la preghiera dei Vespri,  il vescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato ha letto il decreto di istituzione della collaborazione pastorale Valcavasia. Un cammino iniziato due anni fa, con le parrocchie di Castelli di Monfumo, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Monfumo e Possagno. In questi due anni molte attività delle cinque parrocchie hanno trovato momenti comuni, dalla catechesi alla liturgia, fino a giungere a un pellegrinaggio comune al Santuario di Chiampo. Da tempo funziona il Consiglio della collaborazione composto dai parroci delle cinque parrocchie, da alcuni laici e una rappresentante dei religiosi presenti sul territorio.  La collaborazione Valcavasia è una realtà consistente, non solo numericamente, sono quasi diecimila gli abitanti interessati dalle parrocchie, ma anche per l’area geografica che copre praticamente per metà le pendici del Monte Grappa e quelle del Monte Tomba.   Area ricca di fede e di tradizione: un territorio collinare, difficile da percorrere rapidamente, ma che non ha impedito che le comunità si incontrassero, potendo anche contare su una diffusa rete di oratori e di strutture pastorali. Una Collaborazione che è riuscita anche a fare fronte alla momentanea indisponiiblità della chiesa parrocchiale di Cavaso, chiusa per un importante intervento di consolidamento. Un’area ricca di pietà popolare e di originali tradizioni liturgiche che sono state sempre valorizzate e reinterpretate. A Treviso si sono schierati in duecento e altrettanti erano presenti  all’incontro di preparazione che si è tenuto giovedì 21 maggio, alle 20.45, a Possagno in sala Pio X, sul tema “Pietre vive per un edificio spirituale”, relatore don Roberto Trevisan, presidente della Fondazione Montegrappa del Centro professionale di Fonte. “Tra parroci c’è stata subito sintonia e ottimo dialogo - spiega il parroco di Castelli, il più anziano dei tre parroci, don Antonio Lissandrin -, ringrazio il Vescovo che ha accontentato il mio desiderio, espresso durante la visita pastorale, che questa collaborazione fosse istituita quanto prima”. “Sento che la gente si sta abituando a questa nuova realtà - conferma don Marco Cagnin, parroco di Monfumo e Castelli -. Giovani, adulti, operatori pastorali hanno colto nel profondo l’«apertura» che la fede richiede a tutti i cristiani”.  Don Pierangelo Salviato, parroco coordinatore della Collaborazione, guardando al cammino fatto, è soddisfatto ma guarda già al futuro. “Nel rispetto delle diverse identità bisognerà esplorare questa nuova prospettiva che si apre, siamo chiamati ancora a una conversione, a diventare autentica chiesa in «uscita», in viaggio verso il prossimo”.
Inaugurata la collaborazione pastorale a 5 parrocchie
Saranno non più due collaborazioni pastorali ma una sola, dal 31 maggio 2015: Possagno, Cavaso, Castelcucco, Monfumo e Castelli, cinque parrocchie che saranno amministrate da un'unica collaborazione pastorale (si chiamerà Valcavasia), con uno o più sacerdoti.  Verrà lo stesso vescovo Gardin a inaugurare la nuova realtà.
Pedemontana, si avanza a singhiozzo
La tecnica è quella di lavorare a macchia di leopardo, prima nel Vicentino, ora nel Trevigiano. Avanza la realizzazione della Superstrada pedemontana veneta, si porta dietro anni di polemiche e di cause giudiziarie che interessano anche la Corte dei conti. Avanza con gli espropri non ancora monetizzati per le 3 mila aziende agricole interessate e per i tantissimi privati che si sono ritrovati senza più la terra e a volte senza la casa. Avanza prima con la bonifica bellica e poi con la definizione degli spazi per la strada e per i cantieri. Avanza, benché la progettazione sia incompleta, come per i tratti di Altivole, Castelfranco e Loria. Avanza nonostante non ci siano risorse per circa 54 chilometri di viabilità complementare. Tira dritto la spagnola Sis, concessionaria del project financing, vuole cominciare a recuperare il pedaggio dal 2018 e per i successivi 39 anni di concessione. Meno di un’ora per andare da Montecchio a Spresiano in provincia di Treviso e immettersi nell’A27, un’ora per andare dall’asse Brennero Roma a quello che da Trieste e Udine porta nell’Europa dell’est e verso l’Asia, senza passare per Mestre: questa la vera forza del progetto, superare quei limiti spazio temporali che per decenni hanno ingabbiato lo sviluppo della Pedemontana veneta. Un’opportunità che ha piegato la resistenza di Comuni e comunità locali, preoccupati per il prezzo ambientale da pagare. Una resistenza che è costata allo Stato un aumento dei costi da un miliardo e 828 milioni, tutti privati, a 2 miliardi e 258 milioni. 400 milioni in più pagati dallo Stato per le opere di compensazione richieste dai 36 comuni, sostenuti dai movimenti ambientalisti e locali, integrati da un intervento della Regione Veneto di circa 174 milioni di euro. Così oggi il tracciato è per metà in trincea. I transiti però dovranno superare i 25 mila veicoli giornalieri, altrimenti lo Stato dovrà compensare la Sis con circa 7 milioni annui. Un fiume di denaro che sorte ha voluto andasse in minima parte al Veneto e alle aziende locali: infatti la Impregilo Pedemontana Veneta Spa, che riuniva anche imprese venete, ha perso il confronto con la Sis (Sacis con Itinera Infraestructuras), che ha sede a Torino. Oggi tutta la realizzazione è affidata a manovalanza e a mezzi che arrivano da fuori regione. Ci saranno 14 caselli e svincoli, sei di questi nel nostro territorio. Basterà essere fra i 70 comuni esentati dal pagamento del pedaggio (una novità in Italia per una superstrada) per percorrere la strada gratuitamente per 21 chilometri in una direzione o nell’altra e questo per almeno 12 anni dalla sua apertura, prevista a fine 2018.
Nasce un birrificio sociale a Monfumo
“Dalla Regione Veneto si sono fatti vivi a fine 2014. Era rimasto qualche fondo a disposizione e noi abbiamo presentato un progetto che avevamo nel cassetto, un birrificio appunto - così Bruno Pozzobon, presidente della Cooperativa agricola Ca’ Corniani di Monfumo e storico protagonista della cooperazione sociale nella Castellana, racconta come il contributo di 60mila euro è arrivato dalla Regione a fine legislatura”. L’idea era quella di comprare i macchinari e di inserire l’attività nel contesto della cooperativa agricola. La cifra, come si vede, è ben lontana dai 3milioni che sono andati a Nervesa per il chiacchierato acquisto di una discoteca da trasformare in birrificio. Tanto più che la cooperativa Ca’ Corniani, assieme alla Cooperativa l’Incontro hanno già investito a Monfumo quasi tre milioni di euro, solo per metà legati a contributi pubblici. La Cooperativa ha dedicato due anni di attività alla pulizia e sistemazione dei 32 ettari avuti in affitto, a canone quasi simbolico, dal Comune di Monfumo e dall’Ulss 8, terreni che erano privi di manutenzione e ormai totalmente inutilizzabili. “Oggi quel terreno non lo riconosco più - afferma Mauro Furlanetto, sindaco di Monfumo -. Tutto è stato sistemato in maniera perfetta, adesso verrà aperta anche una fattoria didattica e le stalle”. “Già abbiamo provveduto - spiega Pozzobon - ai primi due inserimenti di persone svantaggiate e l’idea è quella di lavorare in filiera con la cooperativa Campoverde di Castelfranco, là si punta sulla verdura, qui a Monfumo sui formaggi, il vino, gli olivi, i ciliegi e sulle mele di Monfumo, abbiamo messo a dimora 400 piante di melo”.
Il progetto alla fine inserirà 10 svantaggiati e 4 normodotati ed è confinante con il Centro di lavoro guidato dell’Incontro che dal 2013 accoglie una ventina di disabili psichici. Insomma due strutture che mancavano nella Pedemontana e che hanno consentito di completare l’offerta rivolta al mondo della disabilità. Il Centro di lavoro guidato funziona in convenzione con l’Ulss 8. “Con la messa a regime della cooperativa agricola - conclude Pozzobon -, partirà anche l’agriturismo che abbiamo realizzato nel rustico presente sui terreni. Questo progetto ci pare oggi molto appetibile visto che Monfumo si trova in posizione centrale rispetto a mete turistiche come Bassano, Asolo, Castelfranco e Treviso. Avremmo anche pensato di chiedere alla Regione di indirizzare i 60mila euro, assegnati, all’acquisto di biciclette a pedalata assistita per gli ospiti dell’agriturismo. Ci stiamo pensando”.
aprile 2015
Ucciso e bruciato, abbandonato dietro il Tempio di Possagno
L'hanno ucciso nella sera di sabato 18 aprile 2015 nel loro condominio di via Isonzo, a Romano d'Ezzelino. Poi, all'alba di domenica, l'hanno caricato in una Golf blu e l'hanno trasportato a Possagno, nel sentiero 189 dietro al tempio del Canova. Lì l'hanno sepolto con delle pietre e poi bruciato. Ma quel guaio all'auto - un problema all'olio - a pochi metri dalla "tomba" gli è stato fatale, con il meccanico del paese, Giorgio Rigo, in grado di riconoscere la foto segnaletica dell'amante. "Ti paghiamo il doppio", gli ha detto il più giovane, mentre la donna si nascondeva in auto.  I protagonisti del delitto di Possagno ora sono noti: la vittima è Aldo Gualtieri, 40enne nato a Lamezia Terme e residente a Felette di Romano d'Ezzelino, di professione artigiano. Sua compagna, e probabile mantide, è Lucia Lo Gatto, 41enne nata a Lamezia Terme e residente con il padre delle sue due figlie a Romano d'Ezzelino. Sono cugini di primo grado. L'amante, e probabilmente l'autore materiale del delitto, è Manuel Palazzo, 27enne nato a Asolo e residente a Romano d'Ezzelino.  Il delitto, con ogni probabilità, si è consumato proprio nella palazzina di via Isonzo, al civico 17, dove i tre vivono: sono vicini di casa. Sabato notte si sarebbe consumata una furibonda lite, che avrebbe svegliato anche uno dei residenti. Una lite che sarebbe sfociata nell'omicidio. Il movente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori dopo i primi interrogatori dei due, sarebbe da ricercare in ragioni passionali. Gualtieri e sua moglie litigavano spesso ed erano noti alla forze dell’ordine. Il clima familiare era talmente degradato che i servizi sociali del Comune di Romano avevano in carico il loro caso da tempo.
Inaugurata la collaborazione pastorale a 5 parrocchie
Saranno non più due collaborazioni pastorali ma una sola, dal 31 maggio 2015: Possagno, Cavaso, Castelcucco, Monfumo e Castelli, cinque parrocchie che saranno amministrate da un'unica collaborazione pastorale (si chiamerà Valcavasia), con uno o più sacerdoti.  Verrà lo stesso vescovo Gardin a inaugurare la nuova realtà.
Zoe e Corrado, morti a 11 giorni di distanza
A 11 giorni dalla morte del fratello Corrado Vardanega è morta nella giornata di venerdì anche la sorella Zoe. Una lunga malattia, quella che l’ha uccisa, che ha affrontato con coraggio. Zoe aveva 63 anni e in paese era stimata a benvoluta da tutti. Un donna energica sempre attiva a livello sociale e culturale. Faceva parte dell’associazione “I Possagnot” e animava molte attività della parrocchia. Una vita dedicata alla famiglia, la sua, e alla cura della figlie prima, dei nipotini poi. Solo 11 giorni fa, il 9 marzo, la 63enne aveva affrontato un grandissimo dramma: la morte dell’amato fratello Corrado a causa di un incidente domestico. Tutto il paese anche in questa dolorosa occasione si era stretta alla famiglia Vardanega. Il fratello, morto a 66 anni, era conosciutissimo in tutta la zona. Imprenditore, era stato ex socio della “Fornace”. Stava scendendo le scale che portano in cantina quando una caduta si era rivelata fatale. Purtroppo per il sessantaseienne, all’arrivo dei soccorsi del Suem di Crespano, non c’era già più niente da fare. La sorella Zoe invece tre anni fa aveva scoperto di essere affetta da un male purtroppo incurabile. Aveva lottato con tutte le sue forze, sostenendo anche la famiglia della quale era stata sempre un solido punto di riferimento. Uno strazio per il marito, Marcello Cavarzan per anni impegnato politicamente nel comune di Possagno, per il quale era stato candidato come sindaco sia nelle amministrative del 2002 che nelle ultime che si sono svolte nel 2012.Per anni Cavarzan è stato anche segretario della Comunità Montana. A piangere la scomparsa della pensionata, oltre al marito Marcello ci sono le figlie Angela, Anna e Amelia, la mamma e la sorella.
febbraio 2015
Incontri di cultura ANTEAS 2015 a Possagno
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L'industria torna a crescere, in Italia
Nonostante la perdurante stagnazione in Italia, grazie soprattutto all’euro debole, gli ordinativi dell’industria italiana a dicembre mettono a segno un deciso rialzo, salendo del 4,5% su novembre, con un’impennata all’estero (+8,1%). Lo rileva l’Istat, registrando un aumento del 5,8% su base annua. Non si registrava una crescita così forte sul mercato estero, fa sapere sempre l’Istat, da settembre del 2009, ovvero da oltre cinque anni. Passando a guardare l’andamento degli ordini per i diversi comparti, l’Istituto segnala gli incrementi più rilevanti per la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+33,6%), per i mezzi di trasporto (+17,6%) e per la fabbricazione di macchinari (+12,3%). Invece risultano in diminuzione le commesse relative alla fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-34,9%) e ai prodotti chimici (-7,3%).
Inanellare gli uccelli migratori
Un viaggio lungo migliaia di km: è quello che ha compiuto un Migliarino di palude dalla Finlandia all’Italia, recuperato qualche settimana fa, all'inizio del 2015,  all’Oasi San Daniele di Liedolo di San Zenone degli Ezzelini.  L’ uccellino del peso di circa 20 grammi è stato ritrovato dall’ornitologo Stefano Tasca che da anni studia le numerose specie di uccelli presenti nell’area naturalistica.Il ritrovamento del Migliarino di palude è uno degli eccezionali casi di ricattura degli uccelli inanellati. L’inanellamento è infatti una pratica che Tasca svolge nell’Oasi dal 2008 grazie ad uno specifico permesso rilasciato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Si tratta di una strumento che esiste fin dai primi del ‘900, inizialmente allo scopo di studiare i flussi migratori degli uccelli e negli ultimi tempi anche per analizzare i mutamenti climatici. Consiste nel catturare con metodi incruenti gli uccelli e nel dotarli di un piccolo anellino in cui sono indicati una serie di dati tra cui, appunto, il luogo di ritrovamento e, infine, rilasciarli liberi.Il marcaggio compiuto dagli inanellatori è il più grande contributo volontario e gratuito alla ricerca scientifica. I dati raccolti vengono infatti prima consegnati all’Ispra e poi all’Euring Databank di Londra, la più grande banca dati zoologica mondiale.Grazie all’attività di Tasca che svolge le operazioni di cattura con regolarità, in pochi anni nell’Oasi sono stati catturati e inanellati circa 3000 esemplari di uccelli. “Di questi – spiega Tasca-  oltre al Migliarino di palude proveniente dalla Finlandia, ne sono stati ricatturati altri cinque (evento più unico che raro): due Peppole di cui una precedentemente inanellata in Belgio ed una in Repubblica Ceca e un Migliarino di palude proveniente da Bergamo. Tra quelli inanellati in Oasi uno è stato ripreso in Francia, nei pressi di Marsiglia, ed uno in Trentino (zona Lago di Caldaro)”.Questi numeri testimoniano - sia sotto il profilo della protezione naturalistica che del contributo alla ricerca scientifica - il valore dell’Oasi, nata oltre dieci anni fa su un’area ai piedi del Monte Grappa che doveva essere destinata ad una discarica. Recentemente per la salvaguardia è nata anche l’associazione  Oasi , composta da volontari esperti ed appassionati di ambiente che si stanno dedicando allo studio e alla promozione dell’Oasi naturalistica San Daniele.
E' di Balestra la tela di ignoto della città di Asolo
Era una tela di anonimo e annerita dal tempo, eppur inquietava devoti e studiosi per il velo di mistero che la patina del tempo aveva fatto ingigantire attorno a quel quadro posto nella Cappella del Santissimo in Duomo ad Asolo. La volontà di  un benefattore, l’appoggio della Sovrintendenza e la perizia del restauro hanno adesso svelato un dipinto in cui il volto leggiadro della madonna riflette luce su tutta la scena e richiama altre famose ‘adorazioni’ e altre ‘natività’. In questi mesi uno studio critico si è aggiunto alla lucentezza dei colori riconquistati e il quadro ha avuto una corretta ed elevata attribuzione. Si tratta infatti, secondo lo studio del prof. Mauro Cova, di una “Natività di nostro Signore” realizzata da Antonio Balestra (Verona 1666-1740), la figura più significativa della cultura artistica veronese della prima metà del secolo XVIII con intrecci professionali maturati a Roma e con dichiarati riferimenti pittorici  ai maestri Correggio e Guido Reni.  Restano ancora ignote le strade che hanno invece condotto la tela dall’atelier del pittore all’altare del Duomo. Il ritorno del quadro ad Asolo sarà celebrato sabato 10 gennaio 2015 alle ore 15,45 nel Duomo di Asolo, Cappella del Santissimo, con una cerimonia promossa dal prevosto mons. Giacomo Lorenzon e che prevede: saluti e presentazione: prevosto mons. Giacomo Lorenzon; benefattore asolano signor Roberto Zaniboni che ha finanziato il restauro; Giuliano Romalli, Sovrintendenza di Venezia. Relazioni: prof. Mauro Cova, già ispettore Sovrintendenza di Verona, docente universitario e autore del Catalogo della Mostra su Mantegna a Verona (2006), che presenterà le ricerche fatte riguardo alla tela e alla attribuzione al pittore Antonio Balestra (Verona 1666-1740); dott.ssa Elena Gregoris dell’omonimo Studio del restauro di Brescia, restauratrice dell’opera, che illustrerà il complesso degli studi e dei lavori eseguiti sulla tela del Balestra. La tela avrà una illuminazione straordinaria che ne consenta una visione accurata; le relazioni saranno accompagnate dalla proiezione di foto e particolari su uno schermo mobile collocato di fronte al pubblico appena all'esterno della Cappella.
Borso e Crespano: due nuove piazze
Due i progetti di riqualificazione dei centri urbani al via nella rpimavera 2015 nella Pedemontana del Grappa. I finanziamenti arrivano dalla Regione Veneto, attraverso uno specifico bando riservato alle IPA (Intese Programmatiche d’Area). I progetti dei Comuni di Borso e Crespano del Grappa sono stati selezionati per la loro valenza sovra-comunale dal Tavolo di Concertazione dell’IPA Pedemontana del Grappa e Asolano, attraverso un percorso di valutazione che ha coinvolto i 13 Comuni dell’Intesa e i soggetti privati: insieme hanno raccolto le diverse istanze e le hanno prese in esame a partire dal piano strategico dell’IPA, che indica turismo, cultura e innovazione d’impresa come leve principali per lo sviluppo del territorio, puntando anche sulla sostenibilità come elemento trasversale di rivitalizzazione.  Il restyling dei due centri storici punta al ripristino delle funzioni di aggregazione e al rilancio della mobilità sostenibile, con un beneficio importante e diretto sui cittadini dei comuni interessati ma anche una ricaduta positiva sui flussi turistici dell’intera area. I due Comuni infatti sono porte di accesso al Massiccio del Grappa e saranno interessati direttamente dai flussi turistici previsti per il Centenario della Grande Guerra.  Il lavori in cantiere dovranno concludersi entro il 2017, come prevede il bando. Il finanziamento complessivo è di oltre 800mila euro, a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, Asse 5 - Sviluppo Locale della programmazione 2007/2013.  A Borso, il cui centro storico è oggi compromesso dal transito disordinato di veicoli, è previsto un investimento totale di 640mila euro, finanziato dalla Regione per 480mila. «Accanto alla riqualificazione  della piazza, con una nuova pavimentazione e la predisposizione di nuovi percorsi pedonali – spiega il primo cittadino Ivano Zordan - è prevista la creazione di un parco nell’area di villa Lunardi, con uno spazio dedicato agli spettacoli, un piccolo orto officinale, una zona pic-nic, un percorso vita e un parco attrezzato per bambini». Verrà realizzato anche un parcheggio, al servizio anche delle 36mila presenze turistiche registrate ogni anno nel territorio di Borso, “patria” del volo libero. L’intervento di Crespano riguarda piazza San Marco e consiste nel rifacimento della pavimentazione, nella sistemazione della viabilità e degli spazi destinati a parcheggio, valorizzando le emergenze architettoniche per soddisfare differenti esigenze dell’area urbana, dal transito delle auto e dei pedoni fino al mercato settimanale e alle manifestazioni culturali, così che la piazza possa essere fruita appieno da cittadini e visitatori.  Per questo progetto, che comporterà un investimento complessivo di 450mila euro, è stato accordato dalla Regione il contributo di 337mila euro. «Questo progetto – dichiara il Sindaco di Crespano del Grappa Annalisa Rampin - è il punto di partenza di una serie di altri interventi, già programmati dalla nostra Amministrazione e in parte già finanziati, con l’obiettivo di riqualificare il centro storico e il patrimonio immobiliare del nostro Comune».
A Veneto Banca di Montebelluna grande retata della Guardia di Finanza
Militari della Guardia di Finanza hanno perquisito la mattina del 17 febbraio 2015, a Venezia e in altre città, tra cui la sede centrale lungo la Feltrina, a Montebelluna, alcune sedi della Veneto Banca, società cooperativa per azioni. Indagati direttore generale ed ex presidente. La procura di Roma contesta una "decurtazione del patrimonio di vigilanza" e la tendenza a concedere finanziamenti in assenza di tutele con conseguenti perdite per oltre 192 milioni di euro.
L'Isis è solo una banda di affaristi
Parla Abdussalam Nasuf, presidente della comunità libica in Italia, attraverso le colonne della Vita del Popolo, il settimanale della Diocesi di Treviso: "Qui la religione non c’entra nulla, è solo una guerra di interessi combattuta, tra l’altro da mercenari ben pagati". "Importante continuare con la diplomazia, ma va data la possibilità al governo libico di difendersi”.“Per fermare l’Isis non servono le bombe. Bisogna colpire la loro capacità di trovare finanziamenti. Qui la religione non c’entra nulla è solo una guerra di interessi combattuta, tra l’altro da mercenari ben pagati”. A dirlo è il presidente della comunità libica – coordinamento italiano Abdussalam Nasuf secondo il quale “i governi occidentali non devono limitarsi solo a compiere azioni militari contro le milizie dell’Isis ma devono impegnarsi per bloccare la loro capacità di trovare denaro e armarsi”. Infatti, come riportano alcune fonti internazionali, per un lungo periodo le finanze dello Stato islamico si sono rimpinguate attraverso i ricavi di operazioni criminali, rapine e vendita di petrolio estratti dai pozzi iracheni e siriani, dando vita a una vera economia di guerra.
Il coordinamento italiano della comunità libica è nato nel 2011 dopo la caduta del regime di Gheddafi, con l’intento di accogliere e dare una mano non solo ai rifugiati ma anche alle persone rimaste in Libia a ricostruire il Paese. Nasuf come altri dissidenti ha vissuto lontano dalla sua terra per molti anni e oggi guarda con preoccupazione a quello che sta accadendo: “L’avanzare dell’Isis, le difficoltà economiche della gente, la miopia dei governi occidentali e l’opportunismo meschino di chi fa leva sulla disperazione delle persone per arruolare combattenti in nome di una guerra che di santo non ha nulla”. Per Nasuf molte delle persone che vanno a combattere per lo Stato islamico, lo fanno solo per denaro. “Chi decide di arruolarsi viene pagato anche 15 mila euro – dice Nasuf – Spesso sono persone che non hanno un lavoro e pensano così di poter cambiare vita. L’Islam in questo caso non c’entra affatto”.
Da qualche giorno la battaglia delle milizie dello stato islamico ha intensificato i suoi attacchi in alcune cittadine della Libia. Questi fatti hanno spinto l’ambasciata italiana a lasciare il Paese. “La situazione è drammatica – conclude Nasuf – è importante che si continui con la diplomazia. Ma credo anche che vada data la possibilità al governo libico di potersi difendere senza che ci siano ingerenze straniere”.
5 pullman per il pellegrinaggio a Chiampo delle 5 parrocchie unite
Cavaso, Possagno, Castelcucco, Monfumo e Castelli, le cinque parrocchie della prossima Collaborazione pastorale, sono in pellegrinaggio alla fine del mese di febbraio 2015 alla Grotta di Lourdes di Chiampo per invocare l'aiuto da Dio e la benedizione della Madonna.
A Marostica si parla dei Cunial
Il 31 gennaio 2015, si è tenuta una conferenza a Marostica organizzata dall'Associazione archeologica. Il titolo era PER SUBMONTANA CASTELLA ANDANDO PER IL PEDEMONTE INCASTELLATO; il relatore era il prof Guido Rosada docente di topografia dell'Italia antica presso la Facoltà di Lettere di PD. Ha parlato del fenomeno dell'incastellamento del nostro territorio pedemontano veneto: Rocca di Asolo, castello di  San Zenone degli Ezzelini, bastia di Onigo, bastia di San Giorgio a Cavaso, mura bastia di Onigo, castello dei Maltraversi di Castelcucco, Castellar di Rover di Possagno. Rosada ha poi ampiamente parlato del ceppo dei Cunial di Possagno nati dalla fondazione di un antico "borgo"....
gennaio 2015
Crespano Folsom, Città genellate 2015
Sabato 31 Gennaio 2015, ore 20.30 presso la Sala Consiliare di Palazzo Reale di Crespano del Grappa, tutta la Cittadinanza è invitata alla  Serata organizzata da Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo - Sezione di Crespano, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Crespano d. G. e con la collaborazione delle classi terze della scuola secondaria di primo grado "Antonio Canova" di Crespano per rinnovare la bellezza dell'amicizia e del genellaggio  tra Crespano del Grappa e Folsom (USA)
Riapre la Stella d'Oro a Possagno
Lo storico ristorante "La Stella d'Oro" (bar, cucina, albergo), che fu del "mitico" cuoco Rizzardo Guglielmo, chiuso dal 2011, dopo la trentennale attività  condotta dalle due sorelle Luigina (la cuoca) e Raffaella (sala), e dalla cognata Gina, ha riaperto sabato 17 gennaio 2015, con un buffet di benvenuto offerto a Possagnesi e Ospiti  da Valentina dall'O'. Era presente il Sindaco di Possagno, Gianni de Paoli, che ha formulato alla nuova gestione i migliori auguri di successo a beneficio di tutta la comunità di Possagno.  Infoline: 0423544998
Sta per partire la nuova collaborazione pastorale di 5 paesi
Il 2015 è l'anno decisivo perché le parrocchie di Castelli, Cavaso, Castelcucco, Monfumo e Possagno comincino a lavorare assieme nella nuova collaborazione pastorale: il pellegrinaggio a Chiampo, enla mese di gennaio 2015, presso la Madonna di Lourdes dei Frati Fratini Minori rappresenta il momento di benedizione e di grazia per questa grande promessa.  Quello che non è riuscito per i comuni, sta forse riuscendo per le parrocchie: l'unità, la collaborazione, l'interdipendenza, il dialogo.
Una famiglia possagnese missionaria in Tanzania
Partono nei primi giorni del 2015 in tre, la famiglia di Carlo Sartori (figlio di Francesco, docente al Cavanis di Lettere per tanti anni) con moglie e figlioletta di pochi mesi: vanno in Tanzania per 5 anni in una missione a fare del bene alle popolazioni locali. La comunità di Possagno e Cavaso ha consegnato alla giovane famiglia in partenza una offerta di 450 euro.
dicembre 2014
I migliori auguri di Buon Natale e di uno splendido 2015 a tutti i Cunial nel Mondo e alle loro Famiglie
Il Sindaco di Possagno fa gli auguri di Natale e premia i vincitori del Concorso di fotografia
Il Sindaco di Possagno, Gianni De Paoli, il 20 dicembre 2014, ha rivolto alle autorità, alle associazioni e agli amministratori di Possagno gli auguri di buon Natale e di Felice 2015, come è consuetudine da tanti anni.  Presente il Prtesidente della Pro Loco, Celestino Ferrari, sono stati premiati anche i vincitori del Concorso fotografico "Fotografa Possagno": Damiano Vardanega ha vinto ilo Primo premio per la categoria "adulti".
L'anagrafe di Possagno: pochi nati nel 2014
Fino a giugno erano poche unità i bambini nati a Possagno nel 2014, ora che l'anno si va a chiudere, le nascite nel piccolo comune di Possagno sono circa 20, un respiro di sollievo per il Comune e gli enti territoriali che prevedono uno spopolamento del paese in caso di calo drastico delle nascite. E' possibile, per esempio, che la classe prima elementare del 2015 non venga formata a Possagno perché i bambini residenti con sei anni di età sono troppo pochi.
Il possagnese Dalla Santa, Medaglia d'Oro nell'Arco ai Nazionali di Padova
Nella specialità Arco Compound - Over 21 Maschile il Possagnese DALLA SANTA Paolo dell'Archery Club Montebelluna ha conquistato la Medaglia d'Oro nel Campionato Nazionale Italiano svoltosi a Padova il 29 e 30 novembre 2014 (24° Indoor Gattamelata Citta' di Padova).
Acceso l'Albero di Natale di Possagno
L'8 dicembre 2014, Solennità dell'Immacolata, come è consuetudine, la Pro Loco di Possagno ha acceso l'Albero di Natale comunale, in località alla Croce. Si tratta di uno dei più grandi Alberi del Natale in tutta la Provincia di Treviso. Tantissima la gente al momento dell'accensione delle centinaia di luci colorate.
Recita natalizia dei bambini dell'Asilo Socal Cunial, a Possagno
Sabato 13 dicembre 2014, alle ore 14.30, grande festa alla scuola d'infanzia Socil - Cunial di Possagno (Via Sofratta) per la tradizionale recita di Natale dei bambini/allievi. L'ingresso è libero.
La crisi dell'Italia, nel Rapporto Censis
Giunto alla 48ª edizione, il Rapporto Censis (pubblicato il 5 dicembre 2014) interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella difficile congiuntura che stiamo attraversando. Le Considerazioni generali introducono il Rapporto sottolineando come il Paese viva una profonda crisi della cultura sistemica: nella «società delle sette giare», i poteri sovranazionali, la politica nazionale, le sedi istituzionali, le minoranze vitali, la gente del quotidiano, il sommerso e la comunicazione appaiono come mondi non comunicanti, che vivono di se stessi e in se stessi. Nella seconda parte,«La società italiana al 2014», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell'anno, descrivendo una società satura dal capitale inagito, la solitudine dei soggetti, i punti di forza e di debolezza dell'Italia fuori dall'Italia. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.
Raduno degli Ex Allievi Cavanis per l'Immacolata
Tradizionale Raduno dell'Associazione degli Ex Allievi dell'Istituto Cavanis di Possagno, lunedì 8 dicembre 2014, nel Collegio Canova. Santa Messa, Assemblea dell'Associazione, Pranzo Sociale: questo è in sintesi il programma del Raduno cui partecipano ogni anno centinaia di persone.
Tradizionale gioco dell'oca per l'Immacolata a Possagno
Alle 3 del pomeriggio dell'8 dicembre 2014, l'oratorio NOI di Possagno, nella sala Pio X, organizza per bambini e genitori il Gioco dell'Oca, tradizionale festa delle famiglie e dei piccoli con ricchi premi.
La prima della "Crocerossina", a Paderno del Grappa
Lo scorso 26 novembre 2014, nella sala della biblioteca comunale di Paderno del Grappa, il prof. Tullio Andreatta ha presentato "La Crocerossina del Grappa",  il diario della cavasotta Ada Andreina Bianchi romanzato da Giancarlo Cunial. Sala piena, grande successo. Era presente l'editore Ferruccio Mazzariol della Casa editrice Santi Quaranta.
novembre 2014
Il Grappa e la Grande Guerra, tempi stretti
Senza dubbio sulle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra serve uno scatto, una forte accelerazione. Il Grappa rischia di non vedere onorato a sufficienza il suo importante ruolo nella salvezza dell’Italia dall’invasione austro-ungarica. Sembrava che l’incontro delle Ipa del Grappa, del Brenta e delle Prealpi bellunesi, svoltosi lo scorso 26 agosto, avesse prodotto esiti operativi. Gli interventi sono stati proposti al vicepresidente regionale Marino Zorzato, che però ha individuato alcune criticità: “Alla Regione non è stato ancora presentato un progetto per tale complesso di interventi, malgrado ve ne fosse l’occasione appropriata, in risposta all’Avviso conoscitivo di intenzioni progettuali che riguardava proprio il patrimonio di beni storici della Grande Guerra, scaduto il 3 giugno scorso. In tal senso una certa preoccupazione circa la tempistica di approvazione e successiva realizzazione, sussiste. E’ sicuramente complessa un’azione strategica rivolta a un bene così articolato, anche sul piano amministrativo: basti pensare alla questione delle proprietà dei beni sui quali intervenire (il Sacrario è nelle competenze dello Stato, la caserma che si vuole, giustamente, abbattere, è della Nato)”. Gli interventi a cui si riferisce il vicepresidente riguardano la proposta di riqualificazione del Sacrario di Cima Grappa, della Galleria Vittorio Emanuele e l’abbattimento della base Nato che - dicono le Ipa -, inutilizzata da oltre 30 anni, è di fatto uno “sfregio” al paesaggio e alla sacralità di Cima Grappa e interrompe i percorsi e le trincee. Questi interventi sono sostenuti anche da Marzio Favero, coordinatore del comitato regionale celebrazioni della Grande Guerra: “Da 10 anni sostengo la necessità di un approccio strategico per identificare priorità nella riqualificazione dei beni culturali della Grande Guerra, in particolare sul Grappa”. Il vicepresidente lascia aperta una porta: “Quanto alle proposte presentate sui bandi emanati in tema di turismo accessibile e sviluppo locale, queste verranno valutate nel corso dell’istruttoria che inizierà successivamente al 13 ottobre, data di scadenza del bando e secondo i criteri esplicitati nel bando stesso”. Sottolinea anche l’importanza degli obbiettivi: “Riguardano uno dei luoghi maggiormente simbolici ed evocativi, oltre che di indiscussa importanza storica, per quanto riguarda le vicende della Prima guerra mondiale, tanto da ricevere da più parti attenzione, soprattutto in occasione della ricorrenza del Centenario del conflitto. Andrà in tal senso verificato, per esempio, quali progetti abbia su quest’area monumentale il Comitato nazionale, che ha già espresso interesse per una progettualità di recupero e ripristino di Cima Grappa, e col quale sono in corso contatti da parte degli uffici regionali”. I tempi sono strettissimi, le celebrazioni nel resto d’Europa sono già cominciate, il Grappa diventa protagonista nel novembre del 1917 quando il sacrificio di tantissimi soldati italiani argina l’avanzata delle forze austro ungariche. Si può ancora agire. Zorzato apprezza il metodo delle Ipa: “La sinergia tra diversi enti è un segnale positivo, a indicare peraltro che le strategie messe in atto dalla Regione nel corso degli anni stanno portando frutto. L’idea dell’Intesa Programmatica e d’area che mira a convogliare le risorse su determinate realtà complesse e ‘trasversali’, condividendo gli sforzi così come i benefici, corrisponde a una linea promossa dalla Regione proprio con riferimento al patrimonio di beni storici della Grande Guerra, in particolare mediante la legge regionale 43/1997, strumento che ha permesso il sostegno a interventi anche cospicui, vedi il parziale recupero di Galleria Vittorio Emanuele”. Nel Sacrario riposano i resti di più di 20 mila caduti di tutti gli eserciti: ricordare alle giovani generazioni il loro eroismo aiuterà tutti a essere cittadini migliori.
Castelli festeggia i Padri Canossiani
Da 75 anni a Castelli di Monfumo, i Padri Canossiani alloggiano nella villa - palazzo Neville, dal 1970 sono anche Parroci della Parrocchia di Castelli (la parrocchia è nata nel 1966). Grande festa in questi giorni ultimi del 2014 per la lieta ricorrenza da parte dei parrocchiani attorno a padre Antonio Lissandrin, grande personalità della piccola comunità locale.  Da tre anni, la Parrocchia di Castelli è entrata a far parte di una Collaborazione pastorale con Monfumo e con Castelcucco (di queste ultime due parrocchie, il parroco è il diocesano don Marco Cagnin).
L'Europa di oggi è più povera di 370 miliardi rispetto al 2007
Mobilitare le risorse pubbliche per rilanciare gli investimenti privati ripristinando la fiducia: è la ricetta per far tornare l’Europa alla crescita, come ha sintetizzato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al Parlamento europeo durante la presentazione del piano di investimenti del presidente Jean-Claude Juncker. «Di fronte al fallimento del mercato c’è bisogno di un’azione pubblica», ha detto Padoan. Il rilancio degli investimenti privati attraverso l’azione pubblica è urgente: «tutto ciò va fatto in fretta, le aspettative dei cittadini sono crescenti come il rischio di una delusione», ha aggiunto il ministro, per cui «è necessario e possibile» dare all’Europa «uno shock positivo»per evitare il rischio «molto serio» di una stagnazione economica e di un’inflazione «troppo bassa troppo a lungo» .L’Unione europea cerca di voltare pagina e lancia il piano per gli investimenti da 315 miliardi nel 2015-2017 che potrebbero aggiungere 330-410 miliardi al Pil creando, secondo le stime indicate a Bruxelles, 1,3 milioni di posti di lavoro. È il «piano Juncker» varato martedì sera dalla Commissione per stimolare gli investimenti che, in Europa sono «370 miliardi sotto il livello pre-crisi», come ha ricordato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, presentando il Piano nell’aula del Parlamento europeo mercoledì mattina e chiedendo «un avallo politico». Il Piano ha raccolto i consensi dei tre gruppi principali del Parlamento che hanno dato la «fiducia» alla nuova Commissione europea: Ppe, Pse e liberali.
Con Samantha nello spazio, anche un pezzo di Istrana
L’ora X in cui Samantha Cristoforetti è andata nello spazio è scoccata domenica 23 novembre 2014, alle ore 21.59, è stata la prima donna italiana a farlo, la missione si compie a bordo della navicella “Soyuz Tma1m”. L’avvenimento suscita un brivido di orgoglio anche nella “aeroportuale” cittadella di Istrana. Infatti Samantha ha prestato lungamente  servizio e si è forgiata proprio nella locale aerobase (pilota di caccia Amx)  e a distanza di anni è ancora vivo nella memoria quell'autunno del 2009, quando ha incontrato la popolazione di Istrana nella sala del Consiglio comunale in Cà Celsi. Il sindaco Enzo Fiorin, con l’occasione, le consegnò, oltre ad un libro, una medaglia d’oro con incisa la dicitura: “Con te nello spazio”.   In quel momento Samantha era tenente pilota del 132° gruppo di volo del 51° Stormo. Ora è capitano, esplorerà l’immensità della spazio e andrà in orbita con una missione dell’Esa, dopo averla spuntata su 8.413 concorrenti europei. Una selezione ferrea dalla quale è uscita promossa assieme ad altri cinque, tra cui un altro italiano, Luca Pamitano, astronauta che come noto ha già volato nello spazio nell’ambito di questa missione.   “La mia - ha detto a un giornale locale Samantha- è stata una scelta scontata, perché dico sempre che lo spazio ha scelto me e non io lui, è una cosa che è  cresciuta in me fin dall’infanzia, quando guardavo le stelle... E’ stato molto significativo e importante sentire così la vicinanza della comunità locale, un grande piacere e anche un momento di gioia”. Parlando della missione, ha aggiunto: “Raggiungeremo i 300 km di altezza e marceremo a 28mila chilometri all’ora. Si tratta di un volo spaziale ad orbita bassa con stazione spaziale internazionale. E’ richiesta una  presenza massima dal punto di vista tecnico, fisico e psicologico. Per mè sarà qualcosa di veramente importante perché  è un diventare parte di una grande impresa  collettiva dell’umanità, protagonista di un grande viaggio a cui partecipano migliaia e migliaia di persone. Si tratta di un grande laboratorio orbitante internazionale costruito da enti spaziali che rappresentano molti stati”.  Quanto alla medaglia ricevuta ad Istrana, affermava: “Gli anni passati ad Istrana sono un’esperienza che mi è entrata nel cuore, ed è anche per ricordare ciò che cercherò di portare questo cimelio con me nello spazio”.
Giuliano Vallotto parte missionario per l'Ecuador
Lo scorso sabato 18 ottobre 2014, nel Duomo di San Donà di Piave, alla vigilia della Giornata mondiale missionaria, la diocesi di Treviso ha vissuto la veglia missionaria diocesana. Ha pregato per le missioni, per i popoli del mondo. Ha chiesto al Signore che ci aiuti a mantenere viva nelle nostre comunità la dimensione dell’ad gentes, dell’annuncio del Vangelo fino agli estremi confini della terra. E ha inviato qualcuno. Sì, un giovane prete della nostra diocesi di Treviso, don Mauro Polo, originario della parrocchia di Santa Bona di Treviso, ha ricevuto il mandato come prete fidei donum per servire la chiesa del Ciad, nella diocesi di Pala, chiesa sorella dove la nostra Diocesi è presente dal 1992. Anche Possagno ha un suo Missionario, don Erminio Canova, che da una quarantina d'anni opera nella Regione del Nord Est del Brasile (Recife) accanto ai senza-terra. Con lui sono stati ricordati tutti i missionari e le missionarie, partiti o ripartiti quest’anno per il mondo. Era presente anche don Giuliano Vallotto che riparte per l Ecuador alla fine del 2014. Il prete, che opera a Cavaso (da alcuni anni in Caldoje), da sempre impegnato per le attività di integrazione sociale tra extracomunitari (di differenti religioni) e le comunità locali, è sempre stato una voce significativa, forte, motivata e "fuori dal coro". Qualcuno potrebbe chiedersi: perché inviare qualcuno quando da noi mancano sempre di più preti e quando alcune diocesi vicine stanno richiamando a casa i loro preti fidei donum? Abbiamo già dato tanto, non conviene ora pensare un po’ di più alle nostre esigenze? La comunità che invia può legittimamente porsi queste domande ma deve anche trovare delle risposte. La risposta non può che essere questa: le comunità cristiane, come quella diocesana, sono soggetto dell’annuncio del Vangelo in tutto il Mondo. Se perdono questo tratto della Missionarietà non si rinnovano più e muoiono.
Arrivano 42 milioni per gli Asili paritari, compreso Possagno
«Sono stato di parola. Mi ero impegnato a trovare le risorse necessarie per le scuole per l’infanzia e per gli asili nido e così è stato: la Giunta del Veneto ha stanziato ben 42 milioni di euro per assicurare la quotidiana erogazione di servizi essenziali per i nostri bambini tra gli zero e i sei anni e per le loro famiglie, che rappresentano una priorità nelle politiche della Regione». Con queste parole, lo scorso 20 novembre 2014,  Davide Bendinelli, l’assessore ai servizi sociali di Palazzo Balbi, ha accompagnato l’illustrazione del provvedimento con cui l’amministrazione Zaia ha stanziato 42 milioni di euro per il 2014 da assegnare alle scuole dell’infanzia non statali e ai servizi per la prima infanzia (asili nido) riconosciuti dalla Regione. Al suo fianco, visibilmente soddisfatto, il presidente veneto della Fism (la Federazione italiana scuole materne) Stefano Cecchin. Dello stanziamento complessivo, 21 milioni sono destinati agli asili nido e ai servizi innovativi per la prima infanzia e altrettanti alle scuole per l’infanzia non statali. «Anche questa volta», ha aggiunto Bendinelli «la Regione, facendo uno sforzo immane è riuscita a dare la copertura richiesta ai fondi regionali dei servizi per la prima infanzia, un modello che il resto d’Italia ci invidia, e con cui lo Stato risparmia nel solo Veneto 500 milioni di euro perchè gli costa un terzo di un servizio per la prima infanzia gestito dal pubblico. Il Veneto si dimostra più che responsabile e dimostra concretamente ciò in cui crede; il Governo invece continua a dare prova di una irresponsabilità e di una latitanza totale su questo fronte». In proposito l’assessore di Forza Italia non ha nascosto le forti preoccupazioni per il futuro, con gli annunciati tagli di 400 milioni ai trasferimenti statali per il 2015: «La questione delle risorse per le scuole paritarie va affrontata nella sede giusta e cioè a livello nazionale per dare certezze agli enti gestori e alle tantissime famiglie, e smetterla con una disparità di trattamento che è illegittima e che denunciamo da anni».
L'aeroporto Canova di Treviso potrebbe chiudere
Convegno sul futuro dello scalo trevigiano lo scorso 20 novembre 2014, con tutti gli attori istituzionali. Secondo le stime presentate nella ricerca coordinata da Alessandro Minello, docente dell'Università Ca' Foscari di Venezia, l'aeroporto genererebbe effetti economici per oltre 235 milioni di euro  ogni anno, creando circa 2000 posti di lavoro. Treviso si pone come polo importante per i voli low cost, con un 80% del traffico Ryan Air e questo favorisce l'utenza più giovane, sotto i 35 anni. Tuttavia non tutte le utente che arrivano al Canova poi si fermano sul territorio trevigiano e raramente tornano una seconda volta. Ma il presidente di Save Gianni Garatti, che da tempo si batte per una espansione dell'aeroporto trevigiano (per cui però ci sono pareri contrastanti) gela tutti: "Gli aeroporti possono crescere, ma si possono anche chiudere".  L'economia dell'area trevigiana - qualora l'aeroporto Canova di treviso chiudesse o fosse sotto dimensionato - ne avrebbe un danno incalcolabile, sia nel comparto industriale sia in quello turistico.
Il vescovo Farina è santo
Con la canonizzazione domenica 23 novembre 2014 di Giovanni Antonio Farina, il “Proprio” della nostra diocesi di Treviso si arricchisce di un nuovo santo, unico vescovo nella nostra storia bimillenaria. Un uomo che, tra le molte traversie e difficoltà incontrate nei dieci anni di episcopato a Treviso, è riuscito a brillare per sapienza pastorale, pazienza e grande carità. I santi sono fatti così: le croci che incontrano, per come vengono da essi assunte e vissute, mettono in risalto il loro particolare carisma di santità. Questo fa la differenza rispetto a qualunque altro dono o carisma. Forse al momento nessuno o pochi se ne accorgono, soprattutto se la vita del santo è messa alla prova e resa un po’ appannata da tensioni e incomprensioni ma, essendo il tempo galantuomo, prima o poi tutto il bene che si è seminato viene riportato alla luce, splendente quanto mai. E’ stato così anche per il vescovo Farina. Del santo Farina vengono messe in risalto la carità e l’impegno nel campo educativo. Non bisogna però distaccare tale carisma dalla sua attuazione pratica più significativa e visibile che sono le suore Dorotee di Vicenza da lui fondate e che nella nostra diocesi sono conosciute non solo per la loro presenza in ospedale e in alcune parrocchie, ma anche per la loro consorella, santa Maria Bertilla Boscardin, amata quanto mai dai trevigiani e dalle famiglie dei quartieri poveri della città per la sua grande carità e umiltà.  Bisogna convenire che la santità è davvero strana. Può essere raggiunta sia da una umile persona, come santa Bertilla, pressoché sconosciuta, che ha cercato di vivere nel nascondimento, scevra da ogni plauso o considerazione, che da un vescovo come il Farina che, anche per le vicende vissute, ha raggiunto una certa fama e notorietà. Niente di più vero perciò di quando afferma il Concilio: "Nel popolo di Dio, benché tutti chiamati alla santità, non tutti però camminano per la stessa via”.
Sono di Possagno e di Cavaso i bisnonni del servo di Dio Felice Maria Cappello
Pochi sanno ancora che il gesuita padre Felice Maria Cappello, di Caviola, è un Servo di Dio che sta per "scalare" la via del riconoscimento della beatitudine per le sue eroiche virtù dimostrate in vita. Ma davvero molto pochi sanno che la nonna di questo Servo di Dio è una Cunial di Possagno.   Andiamo con ordine: La famiglia Cappello arrivò a Caviola d'Agordo, allora parrocchia di Canale d'Agordo, da Cavaso del Tomba (TV), attorno al 1830. Bonifacio Cappello (nato a Cavaso nel 1779) era un artigiano tintore tessile ed era arrivato a Caviola con la moglie Cassandra Cunial (nata a Possagno 1779). Con loro i due figli che intrapresero il mestiere del padre: Domenico (nato nel 1809 a Cavaso) sposò nel 1832 a Caviola Maria Caterina Serafini di Caviola, e Battista (nato a Cavaso nel 1812) che sposò nel 1835 Margherita De Mio. E' da quest'ultima coppia che nacquero ben nove figli, il primo dei quali (Antonio Luciano, nato a Caviola nel 1835), sposò nel 1866 a Forno di Canale Maria Bertola Bortoli di Feder (nata nel 1838). Da questa unione nacquero 10 figli, il nono è quel Felice Maria Cappello di cui si diceva, gesuita dal 1913). Passò a Roma dove divenne "il confessare di Roma", nella chiesa di Sant'Ignazio e esperto di Diritto Canonico alla Gregoriana. Il 24 giugno 2014, conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione sono state proclamate le virtù eroiche di padre Felcie Maria Cappello ed è tata  inoltrata  alla  competente  Congregazione dei Santi il fascicolo per continuare la Causa presso la Chiesa universale.
Chi era il Servo di Dio padre Felice Maria Cappello
Padre Felice Maria Cappello nacque l’8 ottobre 1879 a Caviola (BL). Entrò nel Noviziato dei Gesuiti, il 30 ottobre 1913 all’età di 34 anni, egli può essere considerato un dono della Madonna alla Chiesa e alla Curia di Roma. P. Felice, dopo 11 anni di sacerdozio nella sua Diocesi di Belluno, nel 1913 andò a Roma per prendere parte a concorsi indetti prima dalla Congregazione Concistoriale e poi dal Santo Uffizio, ma non venne assunto. Si recò allora a Lourdes per chiedere alla Madonna la grazia dell’illuminazione circa il futuro della propria vita, dopo una notte di preghiera presso la grotta, al mattino decise di seguire il suo amico Padre Enrico Rosa e chiese al Provinciale dei Gesuiti di Roma di poter entrare nella Compagnia di Gesù.  Padre Felice fu un giurista di fama internazionale e autore di numerose opere,ma la sua notorietà gli derivò, soprattutto, dall’aver trascorso quarant’anni come confessore nella chiesa di S. Ignazio a Roma.  Dal 1957 al ’58, insegnò come docente ordinario all’Università Gregoriana, dove lasciò un indelebile ricordo ai suoi alunni sia per le sue prodigiose capacità mnemoniche, sia per la sua chiarezza, semplicità e precisione nel trasmettere il sapere. Notevoli erano anche le sue doti umane che gli permettevano, nonostante il prestigio e l’autorità di cui godeva la sua figura, di essere affabile, paterno e sorridente con tutti.  Oltre ad essere un grande professore, Padre Felice era anche un grande uomo di Dio e di preghiera molto devoto al culto del Sacro Cuore di Gesù. In una conferenza così si esprimeva:”Amare il Signore in parole è facile, ma il vero amore sta nella sofferenza accettata con rassegnazione; anche noi se vogliamo riparare nel modo migliore, dobbiamo offrire le nostre tribolazioni fisiche e morali, esterne ed interne; offrire le nostre croci accettate con pazienza…” (1° gennaio 1937).
Alla fervida preghiera Padre Felice univa una vita austera e penitente, egli stesso si offriva, infatti, vittima per la conversione dei peccatori. Ecco il suo “atto” programmatico:”Devo essere vittima di riparazione…Gesù soffre tante ingiurie, riceve tante offese, patisce tanti oltraggi. Posso io rimanere indifferente ed insensibile?